Berlusconi: “per novembre case per 13 mila persone”, ma è subito protesta espropri

Nella mattinata si è avviata una nuova fase di avviciamento al progetto di costruzione di aree provvisorie per essere utilizzate come casa per gli sfollati presenti nelle tende. Ricordiamo le parole del presidente del consiglio che anche in questa situazione ha ribadito la sua ferma convinzione di poter restituire delle abitazioni prima della stagione invernale:

“Entro il primo novembre saranno pronte case per tredicimila persone”. Degli 8,7 miliardi” stanziati, più di 7 saranno da spendere nel campo delle costruzioni e dell’edilizia in generale, una cifra pari a quella del ponte sullo Stretto. “Ogni cittadino colpito ricostruirà interamente l’abitazione, dando il 100% di ciò che la forza della natura ha tolto”.

Delle strutture provvisorie che però come sottolinea il capo del Dipertimento della protezione civile, Guido Bertolaso, non saranno delle “baracche” ma “strutture solide” realizzate con i più sofisticati sistemi antisismici.

L’individuazione di particoli siti dove costruire questi nuovi edifici però deve fare i conti con una realtà legata all’espropriazione che ha subito suscitato il malumore degli agricoltori proprietari di terreni.

Restano a loro avviso grossi dubbi sulle modalità di indennizzo che in linea di massima seguiranno la destinazione attuale del terreno. Pertanto risarcito come edificabile se ritenuto dal piano o come terreno agricolo.

Molti temono una grossa crisi per la propria attività che regge appunto sulle risorse del territorio.

Sarà a questo punto molto importante non scordarsi di nessuno ed attuare il piano con estrema accuratezza. Dare una casa a tutti senza però ledere i diritti di chi una casa ed un terreno lo hanno.