Autoriparazioni, la Cna: abusivismo scatenato, ora le denunce

In nove mesi perse in Abruzzo 38 imprese. Danni all’Erario e all’ambiente per oli e batterie da smaltire

PESCARA – Dilaga l’abusivismo nel settore dell’autoriparazione, e la Cna decide di segnalare direttamente alle autorità i casi di cui verrà a conoscenza attraverso i propri iscritti. E’ quanto denunciano le piccole imprese (officine meccaniche, carrozzieri) associate alla Cna abruzzese, che nei giorni scorsi hanno tenuto un’assemblea a Giulianova per discutere i problemi del settore nella nostra regione. Proprio la crescita della concorrenza sleale e il dilagare di attività in nero – a detta dei titolari delle piccole imprese del settore – rappresentano un problema gravissimo:

Un problema – osserva la confederazione artigiana – che si traduce sia in mancati introiti per lo Stato, sotto forma di evasione di tasse, Iva e contributi previdenziali, sia in attentati all’ambiente.

Le imprese irregolari smaltiscono infatti materiali altamente inquinanti, come gli oli esausti e le vecchie batterie, non certo attraverso i canali obbligatori e certificati dei consorzi previsti dalla legge, ma senza alcun riguardo per il territorio in discariche improvvisate e selvagge.

A conferma della gravità dell’attacco che la concorrenza sleale delle imprese abusive sferra alle aziende in regola, arrivano i dati sulla contrazione delle imprese dell’autoriparazione, in Abruzzo, nei primi nove mesi dell’anno. Secondo il Centro studi della Cna regionale, a fronte di 78 nuove iscrizioni, nella nostra regione tra gennaio e settembre, ci sono state ben 116 cessazioni, con un saldo negativo di 38 unità. Un segno, anche questo, delle difficoltà del momento, ma anche di un mercato segnato dalla presenza crescente di “irregolari”. Da qui la decisione della Cna abruzzese di denunciare le attività illegali.