Artigianato in Abruzzo: crisi nel Chietino, in ripresa nell’Aquilano

CHIETI – Lunedì scorso 24 maggio, durante una conferenza stampa dove hanno partecipato anche il presidente e il direttore della Cna abruzzese, Italo Lupo e Graziano Di Costanzo, si è fatto il punto sull’artigianato in Abruzzo.

Da un’analisi del centro studi Cna abruzzese Aldo Ronci scaturisce un quadro non omogeneo nello sviluppo. Ad esempio se nell’aAquilano, nel primo trimestre 2010, si è avuto un aumento di nuove iscrizioni, nel chietino la situazione resta piuttosto negativa.

Secondo la ricerca quindi tra gennaio e marzo di quest’anno  il rallentamento del processo di cancellazione delle imprese artigiane, che nello stesso periodo del 2009 era apparso inarrestabile (con -488 unità) diventa meno netto: -170, ovvero quasi un terzo della performance negativa di inizio 2009.

E’ tuttavia l’Aquilano, come detto, il territorio interessato in modo più deciso a un processo di ripresa di iscrizioni: nel primo trimestre del 2010 le imprese artigiane sono addirittura cresciute di 35 unità, mentre all’inizio del 2009 la caduta era stata di 94 unità. Risultati soddisfacenti, secondo l’analisi della Cna, anche nel territorio pescarese: nei primi tre mesi dell’anno, il saldo tra iscrizioni e cancellazioni di imprese artigiane ha raggiunto il segno positivo (+8), a fronte l’anno precedente di un segno negativo dieci volte maggiore: -88. Segno negativo, anche se pressoché dimezzato rispetto al 2009, in provincia di Teramo, dove l’Albo dell’artigianato ha fatto segnare un saldo negativo di 108 unità, di gran lunga però meno consistente della flessione dell’anno passato, quando i valori si erano attestati a quota -186.

Risultato a parte, in negativo, quello della provincia di Chieti, capace di una performance addirittura peggiore dell’anno passato: sul fronte complessivo delle iscrizioni e delle cancellazioni, il territorio ha fatto registrare un saldo negativo di ben 502 unità, contro le 315 dell’anno scorso, con flessioni impressionanti nell’agricoltura (-398), commercio (-77), servizi (-74) e costruzioni (-54). Sul fronte dell’artigianato va un po’ meno peggio, con un decremento di 105 unità, contro le 120 dell’anno scorso. Tra i settori, infine, le cadute maggiori tra le imprese artigiane si fanno sentire nelle costruzioni (-140) e nella riparazione di veicoli (-27).