Area di risulta, Cna contro il caro-parcheggi

Dissenso  manifestato dal  Cna   sulle modifiche  apportate alle tariffe dei parcheggi  comunali nell’area di risulta. Assestato un colpo a consumatori, imprese, dipendenti  secondo la Cna.

PESCARA – Tra  le voci di dissenso alle modifiche apportate dall’amministrazione comunale di Pescara alle tariffe dei parcheggi nell’area di risulta, registriamo quella del Cna attraverso le parole del suo presidente Colazilli, secondo il quale la decisione unilaterale degli amministratori cittadini assesta un colpo solo ai consumatori, alle imprese e ai loro dipendenti.

Ha affermato  il presidente:

La decisione della giunta comunale pescarese di raddoppiare il prezzo della sosta nell’area di risulta è una scelta miope e controproducente. Anziché aiutare le nostre attività a risollevarsi, con misure di incentivo allo sosta nei pochi spazi liberi che la città presenta, come avviene nella gran parte dei centri urbani  si decide al contrario di aumentare i costi del principale polmone a disposizione di chi si muove in auto e intende raggiungere il centro della città; ma si colpiscono anche i dipendenti delle piccole imprese commerciali e artigiane del centro, che devono fare i conti rispetto ai proprio magri stipendi con il raddoppio del costo giornaliero.

A detta di Colazilli, va censurata

la più totale mancanza di concertazione nell’assunzione di decisioni destinate ad avere un impatto negativo sulla collettività. Nessuno ha sentito il dovere di chiedere una opinione ai rappresentanti delle categorie produttive interessate, alle associazioni dei consumatori, ai sindacati dei lavoratori: atteggiamenti autoritari che tuttavia non si traducono in un aumento né dell’efficacia né dell’efficienza dell’azione amministrativa.

Secondo la Cna pescarese, ci si trova di fronte a un modo di procedere

che fa il paio con la disattenzione più evidente manifestata verso alcuni aspetti di degrado delle zone più importanti della città, dove la mancanza di manutenzione è sotto gli occhi di tutti, dove i marciapiedi sono ridotti a groviera, dove il verde pubblico è all’abbandono, dove si pensa di contrastare fenomeni pur evidenti di degrado sociale con qualche trovata pubblicitaria e di facile impatto, senza alcun progetto di fondo.