“Anti Rockstar Lobby”: il nuovo lavoro dei Daphne Cronica

La band teatina domani al Mono Spazio Bar di Pescara

CHIETI – “Anti Rockstar Lobby”: questo il titolo del terzo lavoro discografico della band teatina Daphne Cronica. Consiglio di ascoltare questo disco: adrenalinico, incredibilmente ispirato, folle, fuori dagli schemi, si fa fatica a pensare che sia autoprodotto per la sua bellezza.

Grande grinta, canzoni che strizzano l’occhio alla migliore tradizione rock americana, testi ipnotici, mai uno sguardo a quel mondo commerciale che è oggi tipico del mercato musicale: questi sono i Daphne Cronica, un gruppo che non vuole assolutamente avere il piglio delle rockstar, quello arrogante e presuntuoso di chi magari si sente arrivato dopo una canzone azzeccata o anche un album che ha scalato le classifiche, ma che fa musica con grande passione e dedizione e cerca con tutte le forze di ricavarsi un suo spazio.

I risultati di quest’ultimo disco sono decisamente incoraggianti: dopo averlo messo coraggiosamente in download gratuito sul portale U-Turn, è risultato per circa due mesi il più scaricato, davanti ad album di artisti importantissimi quali Mogway ad esempio. Una nuova partenza per questa nostra band? Ce lo auguriamo e speriamo che questo disco possa presto venire alla luce anche fisicamente, perché lo merita! I ragazzi ci sanno fare: prova ne è la voglia di rinnovarsi e sperimentare inserendo qui nuovi elementi elettronici, sempre in maniera discreta e non invadente, che non hanno fatto altro che arricchire una formula grunge rock già ampiamente sperimentata nei precedenti lavori “Il distributore di colpe” e “Superficie F”. Fra le tracce presenti si segnala la meravigliosa cupezza di “Volpe leggera”, “New york” che rimanda alla atmosfere tipiche degli Smashing Pumpkins degli esordi e l’aggressiva “Rimmel Disco”.

“Anti Rockstar Lobby” è il disco che vorremmo sentire da tutte le band giovani: qui si osa, senza, ripetiamo, strizzare l’occhio al mercato, ma solo tenendo conto di ciò che la band vuole suonare. La formazione comprende Loris Recanatese (chitarra e voce), Axel Di Lorenzo (chitarra), Luca Panara (basso), Roberto Ciommo (batteria).

I ragazzi teatini presenteranno questo disco ed anche ovviamente estratti dei due precedenti lavori nell’attesissimo concerto di domani sera al Mono Spazio Bar di Pescara, luogo dove il buon sano rock è di casa.

Ecco la nostra intervista …. agli antirockstar!

“Anti Rockstar Lobby”: come nasce questo disco?

R – Avevamo voglia di far uscire qualcosa di nuovo, abbiamo creato tanto in sala prove mettendo in musica le nostre idee, così è venuto alla luce questo disco, fatto tutto in studio da noi con Marco Ricci, uno che lavora bene, mosso da grande passione.

Il titolo è indubbiamente allo stesso tempo strano e forte …

R – Il nome dell’album parla da sé. Immaginiamo una scena, anche se surreale, meno ricca di cose estranee alla musica. Non ci piace il concetto di rockstar, di quelle che se la tirano e dunque ecco “antirockstar” e “lobby” perché è una cosa che riscontriamo tutti i giorni con i gruppi emergenti che faticano a venire fuori nel mondo musicale che è quasi una lobby appunto a qualsiasi livello.

Quali sono le canzoni che rappresentano meglio questo vostro ultimo lavoro?

R – Crediamo vada preso nella sua totalità, non ci sono pezzi che sono state fatte appositamente per finire su questo album, ce ne sono alcune che erano più vecchie e di mettercele ed altre nuove.

Personalmente ho apprezzato molto “Volpe leggera” …

R – È il pezzo più vecchio dell’album, nato quasi sette anni fa. Non è stata neanche riarrangiata, l’abbiamo lasciata cruda com’era originariamente.

La vostra scelta di mettere in download gratuito su U-Turn il disco prima ancora della sua prossima uscita fisica è stata molto coraggiosa. I risultati non si sono fatti attendere ed in tantissimi lo hanno scaricato.

R – Lo abbiamo fatto perché con i due dischi precedenti, anche se pubblicati fisicamente, il vantaggio è venuto sì nelle serate live, dove lo abbiamo venduto, però siamo entrati nell’ottica di far conoscere la musica e non di guadagnarci realmente sopra. Con questo disco abbiamo scelto proprio il blog U-Turn dove si possono trovare tante belle realtà. Crediamo che sia meglio ascoltarlo prima poi di comprarlo. Facciamo funzionare in maniera efficace e giusta internet.

Il vostro sound è molto internazionale, ha poco di nostro. Torniamo indietro e parliamo di “Distributore di colpe” e “Superficie F” …. quindi un po’ l’evoluzione dei Daphne Cronica da quel periodo ad oggi.

R – “Il Distributore di colpe” fu registrato a Vasto da Ermanno D’Annunzio nel suo studio in una settimana, comprendeva sette brani. Volevamo un suono aggressivo, crudo e d’impatto. “Superficie F” è sempre autoprodotto in sala prove da Marco Ricci, un sound molto più viscerale rispetto alle prime sperimentazioni. Ci sono strutture varie, non classiche. Noi abbiamo un suono che ci caratterizza, c’è una linea continua, il ritmo è quello, i giri, ci riconosciamo credo. Più o meno quello che succede ascoltando un disco dei Sonic Youth, li riconosci subito.È una questione di personalità: noi siamo questi! Nell’ultimo album abbiamo inserito elementi nuovi, arricchendo le sonorità con un po’ di elettronica. Ci è piaciuto sperimentare.

Cosa volete fare oggi come Daphne Cronica?

R – Suonare, suonare, suonare: vorremmo avere più spazio, maggiori possibilità di fare concerti.

Ascoltando le vostre canzoni nessuno potrebbe mai pensare che siete una band abruzzese, proponete musica che ha un taglio decisamente internazionale, un’impronta molto americana. Quanto è difficile arrivare da Chieti?

R – La cosa strana è che la gente non crede al fatto che noi proveniamo da Chieti, qui invece c’è secondo noi un ottimo movimento. Magari se fossimo nati in America, lì avremmo avuto maggiori vantaggi e più possibilità di fare live. È difficile in Italia fare un prodotto come il nostro.

Non è difficile capire quali sono le vostre influenze, che poi riuscite a contaminare con grande personalità. Come nascono le vostre idee?

R – Mangiamo, digeriamo e ributtiamo fuori. È indubbio che risentiamo di ciò che ascoltiamo. Quello che ci piace facciamo, senza limitazioni!

Quanto è fondamentale l’aspetto live dei Daphne Cronica?

R – Le registrazioni che facciamo hanno quell’impatto: la nostra forza è il live, il cd deve portare il pubblico a godere un qualcosa di genuino, con sonorità molto fresche e live! È difficile fare un disco che suoni così.

-I Daphne Cronica si fanno una domanda e danno la corrispettiva risposta ….

“Ma quando usciremo dalla sala prove? Avremmo in mente di consorziarci con altri gruppi: a Chieti e Pescara tante sono le ottime realtà. Questo volevamo dire con “Antirockstar Lobby”. Fare una sorta di consorzio in cui scambiarsi le serate, condividere le idee, fare concerti insieme. Ci piacerebbe molto per andare contro tutti quelli che ci mantengono distanti fra noi musicisti!”.

Daphne Cronica …. una band americana nel sound ma orgoglio abruzzese. “Anti Rockstar Lobby” …. un disco tutto da scoprire!