Angelo Valori presenta a Pescara Notturno Mediterraneo: “lunare, nascosto, meditativo, dove prevale l’aspetto melodico rispetto a quello ritmico”

Angelo Valori - Notturno MediterraneoPESCARA – Sabato 24 ottobre 2009, alle 18, Angelo Valori, intervistato da Fabio Ciminiera, presenterà il CD Notturno Mediterraneo, pubblicato dalla Egea Records, presso la Libreria Feltrinelli in Corso Umberto a Pescara.

Valori ha composto, arrangiato e diretto i brani che, nel CD, vengono suonati dalla EGEA Orchestra, formazione che annovera alcuni tra i più prestigiosi jazzisti europei: Gabriele Mirabassi, al clarinetto; Marco Zurzolo, al flauto e al sax alto; Pietro Tonolo, al sax soprano e al sax tenore; Peo Alfonsi, alla chitarra; Erasmo Petringa, all’oud e al violoncello; Salvatore Maiore, al contrabbasso; Antonio Mambelli, alla batteria e alle percussioni; Gil Goldstein, al pianoforte e alla fisarmonica.

L’EGEA – etichetta discografica che si è imposta ai vertici europei per la raffinatezza dell sue produzioni musicali – distribuisce Notturno Mediterraneo nei migliori negozi italiani e nei principali negozi di musica on-line, come iTunes, Amazon.com, E-music. In questi giorni Notturno Mediterraneo è anche nelle colonnine delle librerie Feltrinelli ed è possibile ascoltarlo on line su Deezer: http://www.deezer.com/it/#music/result/all/notturno%20mediterraneo.

Angelo Valori - foto Andrea BuccellaAbbiamo avvicinato il protagonista dell’appuntamento porgendogli alcune domande sulla sua carriera e sulla suo nuovo progetto musicale:

– Angelo, un compositore nato? Come ricorda la sua esperienza nei suoi primi anni?

R – Le mie prime esperienze sono state quelle del giovanissimo compositore che già a vent’anni venica eseguito in prestigiose rassegne in diverse città italiane: ero la “mascotte” delle cosidette Rassegne di Musica contemporanea, dove i “giovani compositori” avevano 30 – 40 anni: figurarsi io che ne avevo una ventina. Forse ho iniziato troppo giovane, e non credo di aver gestito bene questa mia partenza (anche perchè all’epoca la sola idea di “gestire” qualcosa ch non fosse una partitura musicale era lontanissima da me).

– Il passaggio verso la musica jazz e dal sound più “mediterraneo”, un cambiamento sostanziale o piuttosto un’evoluzione artistica?

R – Il passaggio al sound più Mediterraneo è stato sicuramente un cambiamento sostanziale, in quanto le mie prime partiture seguivano le suggestioni dell’avanguardia più rigorosa, quindi completamente atonale. Non si è trattato di una decisione improvvisa, ma di un percorso durato più di 10 anni, nei quali mi sono dedicato all’attività organizzativa. Da due anni ho ripreso i temi che ho scritto in questi anni di silenzio, li ho uniti a pezzi nuovi, e ho prodotto alcuni CD di cui l’aspetto più rilevante mi sembra essere questa unione tra un linguaggio jazz liberamente inteso e accenti etnici mediterranei.

– Compositore ma anche docente presso il Conservatorio “L. D’Annunzio” di Pescara. Il suo rapporto con la musica e quello con gli studenti

Angelo Valori e Gil Goldstein - foto Andrea BuccellaR – Il rapporto con la musica: troppo poco tempo per definirlo, ma è la compagna ideale che mi ha aspettato negli anni nonostante le mie innumerevoli disattenzoni e presunzioni. Il rapporto con gli studenti sarebbe meglio che lo definissero loro: per me è un costante incentivo a migliorarmi, per cercare di dare loro quello che io non sono riuscito a trovare.

– Incantati da un sound dove spiccano a mio modo di vedere gli strumenti a fiato che impreziosiscono l’armonia dei suoni. Come si può riassumere questo “Notturno Mediterraneo”, ultima sua creazione suonata dalla EGEA Orchestra?

R – Notturno Mediterraneo è stato innanzitutto un gran colpo di fortuna, in quanto riuscire a fare questo CD con l’Egea, etichetta “inavvicinabile” anche per i grandissimi jazzisti italiani, dopo due anni di ripresa attività è davvero cosa molto difficile, che fa il paio con l’occasione capitatami nel 2008 con l’esecuzione del Balletto “Cleopatra” nella stagione dell’Opera di Roma. E’ un CD dove cerco di suggerire un Mediterraneo diverso da quello delle pizziche, delle tammurriate e dei mercati arabi (molto suggestivi, ma anche piuttosto sfruttati): un Mediterraneo lunare, nascosto, meditativo, dove prevale l’aspetto melodico (tipicamente italiano) rispetto a quello ritmico.