Andrea Buracchio eletto segretario cittadino dell’Udc di Chieti

Il congresso cittadino teatino si è svolto ieri mattina presso il Grande Albergo Abruzzo ed ha eletto per acclamazione l’intero coordinamento comunale

CHIETI – Nella mattinata di ieri, 1o novembre, presso il Grande Albergo Abruzzo, Andrea Buracchio,già presidente provinciale dell’Udc e responsabile comunale del partito, è stato eletto per acclamazione segretario cittadino dell’UDC di Chieti.

Unica la lista presentata agli iscritti del partito, che prevede come presidente del coordinamento comunale Giuseppe Marcuccitti, coordinatore Luca Sarodi, segretario organizzativo Mario De Lio, segretario amministrativo Basilio Ruscetta e responsabile della formazione Luciano Picciani.

Erano presenti il consigliere d’amministrazione Rai, Rodolfo De Laurentiis, il capogruppo in Consiglio regionale, Antonio Menna, il presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio e il segretario provinciale, Angelo Cellini. Ha presieduto il congresso l’assessore provinciale Mauro Petrucci.

Hanno preso la parola i segretari cittadini del Pd, Enrico Iacobitti, del Pdl, il sindaco Umberto Di Primio, e di Giustizia Sociale, Angelo Pasquantonio.

«Celebrare il congresso – ha sottolineato Buracchio nel suo discorso – è un momento di importante democrazia interna per un partito che fa della discussione il suo motivo di forza. Per questa ragione che si celebri presto il congresso regionale per definire le scelte e l’organigramma del nostro partito perché mai come in questo momento l’Udc deve essere unita per incidere profondamente in un momento politico difficile e delicato. Diciamo di no alle accozzaglie di partiti e sigle che si uniscono solo nel momento elettorale, poiché non danno respiro alle idee ma si prefiggono solo di vincere. Noi invece diamo priorità ai programmi e agli accordi elettorali, noi siamo fedeli, perché è un elementare principio di rispetto degli elettori.
Siamo i moderati e il nostro campo è quello che ha la maggiore mobilità politica: ci sono state molte defezioni nel centrodestra e nel centrosinistra per il crescere del radicalismo ma il nostro partito non è cresciuto. Mi chiedo il perché. Dobbiamo probabilmente cambiare qualcosa: la struttura, la formazione, forse scioglierci, certamente aprirci alla società civile, alle professioni, alle categorie, ai giovani, alle donne. Dovremmo caratterizzarci per una rinnovata tensione morale e per questo abbiamo sottoscritto tutti il “decalogo del buon amministratore”, a cui occorrerebbe aggiungere un undicesimo punto, quello relativo a competenza e merito che devono diventare il nostro obiettivo».