Al Teatro Massimo di Pescara in scena “L’uomo carbone”

Lo spettacolo , che domani  sarà portato in scena dalla compagnia “Il teatro sociale di Pescara” , è dedicato alla  tragedia di Marcinelle

PESCARA – Una performance teatrale dedicata alla tragedia di Marcinelle. Lo spettacolo sarà rappresentato domani, martedì 9 novembre, alle ore 21.00, al Teatro Massimo di Pescara, dalla compagnia “Il teatro sociale di Pescara”, per la regia di Federica Vicino.

Sul palco gli attori Lina Bartolozzi, Azzurra Cipollone, Pino Cifaratti, Rita De Bonis, Nicky De Chiara, Alessandro D’Incecco, Michele Di Mauro, Andrea Falgiatori, Pierfrancesco Leone, Rossella Remigio, Emiliano Scenna. Gli altri interpreti sono: Ilaria di Meo, Giancarlo Galli, Andrea Frani, Massimo Leone, Mattia Mantanera, Niccolò Rignanese, Monica Verì, Luca Volpicella.

Lo spettacolo prende spunto da quanto accaduto l’8 agosto 1956, a Marcinelle, nei pressi di Charleroi, in Belgio, dove un incidente devastò la miniera detta Bois du Cazier, provocando una strage: 262 dei 274 minatori presenti in quel momento all’interno della miniera persero la vita e molti erano di origine abruzzese.

La compagnia del Teatro Sociale di Pescara, impegnata su tematiche legate al teatro sociale e civile, dopo aver proposto allestimenti scenici e mise en espace sul rapporto fra letteratura e lavoro e sulle problematiche della disoccupazione giovanile e delle morti bianche, ha voluto affrontare anche la tragedia dei minatori del Belgio.

“L’uomo – carbone” è uno spettacolo che ripropone fedelmente dati ed elementi tratti dal contesto storico-politico dell’epoca: dalle modalità contrattuali, che vincolavano in maniera inderogabile gli emigranti italiani al lavoro in miniera, all’elevato numero di incidenti che avevano preceduto la tragedia dell’8 agosto del ‘56, e di cui non era stata data notizia. “Uomo carbone” è la denominazione dell’accordo raggiunto fra i governi italiano e belga (nel 1946) che prevedeva l’impiego di lavoratori provenienti dall’Italia per sopperire alle gravi carenze di manodopera interne, che il Belgio registrava al termine della Seconda Guerra Mondiale, soprattutto nel settore estrattivo.

La trama della spettacolo è imperniata su una storia di fantasia, dal taglio “neorealista”: i protagonisti sono due fratelli (interpretati da Pierfrancesco Leone e Alessandro D’Incecco), che si ritrovano catapultati nell’inferno di Bois du Cazier, e vanno inesorabilmente incontro al proprio destino. Il testo è stato realizzato da due componenti della Compagnia, Michele Di Mauro e il giovane Marco Finucci, e l’obiettivo è di proporre lo spettacolo anche in altre località, soprattutto quelle abruzzesi da cui provenivano i minatori morti in Belgio. La meta finale è comunque Marcinelle.

L’appuntamento di domani ha avuto il patrocinio della Provincia di Pescara.

Ha detto il vice presidente Fabrizio Rapposelli:

un riconoscimento  al lavoro svolto da “Il Teatro Sociale di Pescara” che ha coinvolto anche degli studenti realizzando un connubio strategico tra scuola e arte.