Agricoltura: trovata soluzione per Consorzio Pratola Peligna

PESCARA – Il Consorzio di Bonifica Interno ha cercato  in questo periodo  di sollecitare la Regione Abruzzo ed in particolare l’assessorato regionale all’agricoltura ad affrontare la situazione di crisi in cui versa il Consorzio stesso: difficoltà ad approvare il consuntivo 2009 e il preventivo 2010, oltre 800 mila euro di disavanzo, liquidità presso istituti di credito esaurita, difficoltà a liquidare gli stipendi al personale a tempo indeterminato e impossibilità ad assumere i 33 operai stagionali che annualmente svolgono le attività in campagna, con conseguente possibile paralisi dell’Ente e gravi ripercussioni sull’agricoltura della Valle Peligna e dell’aquilano.

Oggi l’assessore regionale all’Agricoltura Mauro Febbo ha assicurato che verranno pagati gli stipendi e verranno assunti operai stagionali indispensabili per le attività di raccolta.

Ha dichiarato l’assessore all’Agricoltura a seguito del costante confronto avuto in queste settimane con il presidente del Consorzio:
è’ stato individuato un articolato percorso economico-finanziario che consentirà, da un lato, il pagamento degli stipendi al personale a tempo indeterminato del Consorzio di bonifica interno di Pratola Peligna e, dall’altro, l’assunzione dei circa trenta operai stagionali, necessaria per garantire le consuete attività di raccolta. Sono da tempo a conoscenza della grave situazione economica che ha messo in allarme i 50 lavoratori del Consorzio e che è più che comprensibile, ma si sta lavorando per mettere riparo al forte disavanzo del bilancio della struttura che, in gran parte, è dovuto alla mancata iscrizione nei ruoli dei contributi consortili a seguito dell’evento sismico che ha colpito L’Aquila ed il suo comprensorio.
Ha concluso l’assessore:
alla luce di quanto mi è stato prospettato, intendo ringraziare pubblicamente il presidente del Consorzio per l’impegno che ha profuso e sta continuando ad assicurare per trovare una soluzione che scongiurerebbe il blocco delle attività dell’Ente e quindi le gravi ripercussioni sull’agricoltura dell’intera Valle Peligna.