A settembre marineria pescarese a riposo:fermo biologico ufficializzato

Dal 3 al 30 settembre fermo biologico a Pescara ed Ortona;restante Adriatico ad agosto

PESCARA – La delicata tematica del fermo biologico è stata affrontata dalla Commissione consiliare Commercio il cui presidente Antonio Sabatini insieme all’assessore ai Mercati Stefano Cardelli ha ufficializzato il provvedimento di fermare la marineria pescarese dal 3 al 30 settembre 2010;un mese dopo rispetto al resto dell’Adriatico che invece tirerà le reti in barca ad agosto.

La decisione che vede interessate le marinerie di  Pescara e Ortona pur non trovando d’accordo l’intera marineria locale, risponde all’esigenza di dare una risposta adeguata al periodo di maggior afflusso turistico in città ossia quando la richiesta di pesce fresco dell’Adriatico sulle tavole è enorme.

Le Istituzioni si impegneranno a prevedere con un adeguato indennizzo alle esigenze degli operatori della pesca per il periodo di stop forzato.

In vista del periodo del fermo, l’amministrazione comunale ha già messo in progetto gli interventi di manutenzione straordinaria che dovranno essere eseguiti all’interno del mercato ittico all’ingrosso nel mese di settembre,come hanno detto l’assessore Cardelli e il Presidente Sabatini:

Ossia la sostituzione di tutti i computer della struttura, partendo dalla sala d’asta, dove le attrezzature, comunque obsolete e acquistate 7 anni fa, sono sottoposte a rigide escursioni di temperature che ne compromettono la funzionalità dopo pochi anni. Quindi procederemo con la tinteggiatura esterna dell’edificio e con la pulizia straordinaria e la bonifica annuale, che è possibile realizzare solo durante il periodo di chiusura prolungata del manufatto. Inoltre verrà rifatto l’asfalto su tutte le piazzole esterne al fabbricato.

Per la nostra marineria abituata ormai allo stop di agosto,rappresenta un’autentica rivoluzione la decisione difesa dalla Regione Abruzzo con il sostegno di alcune organizzazioni come Confcommercio e Confesercenti.

Anche se nel corso di una riunione interna tenutasi ieri mattina,alcuni esponenti della stessa marineria avrebbero espresso una sorta di perplessità verso tale disposizione che interesserà solo Pescara e Ortona. Secondo i pescatori, infatti, nel mese di agosto il caldo non favorirebbe la pesca di molte specie spinte a cercare riparo in fondo al mare, come le panocchie o le seppie, mentre a settembre c’è molto novellame e dunque è il periodo migliore per riprendere il largo.

Ma gli amministratori giustificano tale scelta ribadendo che:

Si cerca di assecondare la vocazione turistica locale: ogni anno nel mese di agosto la città registra il più elevato numero di presenze turistiche che, inevitabilmente, vanno a caccia del nostro brodetto tipico o dei piatti più tradizionali di pesce per una città di mare, e puntualmente i ristoranti si ritrovano a fare i conti con una carenza di pesce dell’Adriatico, costretti a ricorrere al prodotto del Tirreno o addirittura a chiudere i battenti proprio nel periodo di maggiori affari.

Una situazione che in realtà si riflette negativamente anche sull’immagine della città stessa, dove la tradizione enogastronomica gioca un ruolo fondamentale.

A questo punto sembra fondamentale trovare il giusto equilibrio nei confronti della marineria che, se sarà costretta a spostare a settembre il periodo di blocco forzato, dovrà essere adeguatamente indennizzata e in tal senso dovranno garantire il proprio impegno tutte le Istituzioni coinvolte, Regione e Comune in primis.