A Chieti Scalo in scena “La Casa delle Bambole”

Lo spettacolo  è presentato  dal laboratorio Teatrale dell’Associazione Genitori di via Bosio “Da Grande Voglio Crescere”

CHIETI SCALO – Il Laboratorio Teatrale dell’Associazione Genitori di via Bosio “Da Grande Voglio Crescere” di Chieti presenta lo spettacolo teatrale: “La Casa delle Bambole” da Henrik Ibsen sabato 25 febbraio alle ore 21 e domenica 26 febbraio alle ore 18 presso il Piccolo Teatro dello Scalo , in Via Pescara 205/A  (nei pressi della Chiesa S. Pio X). Saranno in scena Delia Boi, Gianfranco Cesarone, Gemma Chiavaroli, Mariantonietta Ciarciaglini, Antonella De Luca, Raffaella De Thomasis, Annalisa Di Credico, Tiziana Di Federico, Marco Di Lillo, Brunella Di Miero, Loredana Di Muzio, Sandro Di Muzio, Cinzia Di Vincenzo, Roberta Elia, Raffaele Iammarino, Fiorella Laganà, Anna Rita Mastrangelo, Franca Panara, Giampiero Torello.

Adattamento e regia
Carmela Caiani

Lo spettacolo teatrale “LA CASA DELLE BAMBOLE” è liberamente tratto dal testo teatrale “Casa di bambola” scritto da Henrik Ibsen.

Affrontando un testo che fece scalpore nel 1879, quando fu scritto è nostro intento dimostrare che gli argomenti trattati dall’autore tutt’oggi riescono a coinvolgerci: la forte messa in discussione dei tradizionali ruoli dell’uomo e della donna nell’ambito del matrimonio durante l’epoca vittoriana, mantiene la sua validità ancora oggi.

Ibsen racconta l’ipocrisia della società borghese nelle sue meschinità e falsità e del suo spasmodico bisogno di rispettare le convenienze esteriori e, soprattutto, fa un’acuta analisi dei rapporti umani. Lo spettacolo partendo dalla problematica posta dall’autore, si pone un interrogativo ulteriore. Essere una donna oggi dopo le battaglie femministe è riconoscere in sé l’idea della libertà o sentirsi prigioniera dell’immaginario collettivo che la vuole una pin-up come immagine e dipendente dall’uomo come ruolo?

Essere sé stessa o essere bambola? È la società o è la donna stessa a compiere questa scelta?

Lo spettacolo utilizzando in parte il linguaggio di Ibsen, tratteggia dei quadri di vita di coppie della nostra epoca, in un ritmo che è sommesso ma inesorabile: un garbato “squartarsi” a vicenda, un feroce ma sorridente gioco al massacro di cui tutti sono vittime. Ne esce un’ umanità malata di solitudine e arrivismo, ossessionata dai soldi e bisognosa di un affetto qualsiasi, pur di andare avanti.

Info & prenotazioni tel. 328.3257210