“L’espressione dinamica dell’anima”: dal 7 al 30 giugno mostra di Gianfranco Zazzeroni a Vienna

Il pescarese Gianfranco Zazzeroni espone a Vienna

VIENNA  – L’artista Gianfranco Zazzeroni, pittore e grafico, esporrà 74 delle sue opere a Vienna, a Palazzo Sternberg, dal 7 al 30 giugno. Su iniziativa dell’Istituto italiano di cultura, Zazzeroni porterà in mostra 45 dipinti e 25 incisioni calcografiche. Presentando l’esposizione in Austria, nella conferenza stampa di alcuni giorni fa, Rapposelli ha sottolineato che con questa mostra Pescara:

esporta cultura attraverso un suo prestigioso rappresentante, che è patrimonio della provincia e della regione e anche se spesso le dotazioni finanziarie destinate al settore sono limitatissime, c’è la speranza che in futuro le somme possano essere rimpinguate.

Il catalogo della mostra, dal titolo “L’espressione dinamica dell’anima”, è stato curato da Johanna Aufreiter con l’intervento di Chiara Strozzieri e sarà documentato da una ricca monografia. Chiara Strozzieri scrive nel tuo testo critico:

Probabilmente egli ha trovato nell’arancione il modo della rappresentazione del sé. In esso si concentrano i tratti salienti dell’uomo e dell’artista, due figure sovrapposte, entrambe portatrici di un’energia vitale interiore forzatamente sopita, ma pronta a esplodere in qualsiasi momento. Dietro a una spinta vorticosa che lo proietta in avanti, c’è una calma solo apparente e quasi impossibile da immaginare e accettare.

Anche quando mostra, Zazzeroni non fa vedere, essendo il suo non soltanto un ritratto, ma il racconto di una storia, lo sviluppo di una vicenda umana che emerge dalla fisicità delle persone. Ecco perché la sua attenzione si concentra tutta nei volti, talmente importanti da essere volentieri ripetuti in un angolo del foglio, magari soltanto accennati, ma comunque forti del loro carattere indicativo. Rimane da precisare che questi disegni a matita non sono mai ritoccati a colore, ponendosi in antitesi con quelle esplosioni cromatiche che fanno parte della ricerca astratta. Del resto la purezza del bianco e nero perfettamente si abbina all’eleganza del disegno, mai sporcato da segni eccessivamente marcati, bensì vissuto da tratti sempre precisi ed essenziali.